Lean Manufacturing

Lean Manufacturing, Kaizen e Six Sigma
set 21
2009

La teoria dei vincoli (TOC) E. M. GOLDRATT

Inviato da Stefano Santambrogio in TOC , Ilaria Selmi , Goldratt

La Teoria dei Vincoli (Theory of Constraints-TOC) è la teoria organizzativa sviluppata dal fisico israeliano Eliyahu M. Goldratt a partire dalla fine degli anni ‘70.

Si tratta di una teoria sistemica che fornisce soluzioni per generare valore attraverso il superamento dei vincoli materiali e cognitivi che limitano la crescita delle imprese.

I concetti fondanti la Teoria sono due:

  • L'azienda è un sistema, ovvero un insieme di processi interdipendenti che si muovono in modo sincronizzato per raggiungere un obiettivo comune. Nel caso di aziende ‘for profit' l'obiettivo è generare cassa.
  • In un sistema esiste sempre un numero limitatissimo di fattori che ne impediscono crescita e miglioramento. Questi fattori sono il vincolo dell'organizzazione/azienda e dettano la velocità con cui essa è in grado di raggiungere il proprio obiettivo.

Per estrarre il massimo valore possibile dall'organizzazione è necessario individuare il vincolo e gestirlo. Solo così è possibile controllare la velocità con cui l'intero Sistema genera valore, solo così è possibile una forma efficace di management.

La TOC fornisce strumenti scientifici operativi che supportano le imprese nella gestione dei vincoli materiali e nel superamento dei vincoli cognitivi.

Mi riferisco agli algoritmi per

  • gestione della produzione
  • sviluppo nuovi prodotti
  • ripianamento dei magazzini

e agli strumenti a supporto dei processi di pensiero (Thinking Processes Tools) per la gestione del cambiamento e il supporto ai processi decisionali.

ago 31
2009

Prima che ci fossero Lean, Agile o Waterfall c'era la teoria X, Y e Z

Inviato da Stefano Santambrogio in Nessuna etichetta 

Quando si parla di Lean Manufacturing o Agile o addirittura Waterfall si parla di processi di sviluppo del software, ma lo sviluppo del software è un settore relativamente giovane quindi siamo stati in grado di sfruttare il lavoro fatto in altri settori (come l'industria manifatturiera) per creare processi e quadri di gestione .Questo è sia una cosa buona e una cattiva cosa, non abbiamo dovuto partire da zero, ma abbiamo anche ereditato alcune cose che chiaramente non vanno bene e ora dobbiamo eliminarle pur conservando e innovando le pratiche di lavoro che sappiamo funzionare per l'industria (Come dice il proverbio, vogliamo buttare fuori l'acqua dal bagno, ma tenere il bambino:)).

ago 25
2009

Lean Six Sigma: una breve guida al sistema SMART per la valutazione dei progetti

Inviato da Stefano Santambrogio in six sigma , progetti , Lean

Una delle cose più comuni che sento chiedere da chi sta muovendo i primi passi nel Lean Six Sigma è  'Mi sarebbe piaciuto averlo saputo cosa quando stavo selezionando questo progetto'. Mentre non può mai essere garantito che il progetto funzionerà secondo i piani ci sono alcune cose che si possono fare per essere sicuri di evitare alcuni dei problemi comuni.

Uno dei metodi più semplici è quello di applicare lo SMART test al vostro progetto. SMART è l'acronimo di

S pecific - Specifico
M easurable - Misurabile
A chievable - Raggiungibile
R elevant - Rilevante
T ime bound

Mentre si può trovare questo acronimo in molti libri di testo è spesso lasciata al lettore la sua interpretazione e applicazione. Ecco un modo relativamente semplice per garantire l'applicazione corretta. La tabella seguente descrive diversi livelli di SMART, valutati con un punteggio compreso tra 1 a 5. Se si guarda ciascuno dei criteri SMART uno alla volta e si trova la descrizione che si adatta meglio al vostro progetto si dovrebbe essere presto in grado di individuare eventuali punti deboli.

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Da ricordare:

Non trovare la colpa. Trova il rimedio.
Henry Ford
Il presidente venezuelano Perez propone una legge per nazionalizzare i giacimenti petroliferi.
Il 13/3/1975

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